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RONCHI
Il
toponimo RONCHI deriva dal verbo latino RUNCARE "mettere
a coltura terreni più o meno boschivi".
Sull' Altopiano si trova anche la voce timbra RAUT
o REUTE "terreno disboscato o roncato".
Indica un terreno in origine cespuglioso o boscoso
liberato dagli alberi, ma non ancora ridotto a coltura,
utilizzato soltanto per il pascolo. I ronchi sono
quindi terreni disboscati e ridotti a pascoli grezzi
che in seguito possono essere stati trasformati in
terreni cereagricoli. La località è
citata per la prima volta nel 1284 e comprendeva tutto
il versante della valle compreso tra Gallio e la Val
Miela (confine con il Comune di Foza). Un documento
del 1432 attesta che Ronchi aveva una propria organizzazione
comunale e che formava con Gallio una sorta di federazione
tra due colonnelli, vale a dire due distinte comunità,
peraltro spesso in conflitto tra loro. Sino alla fine
dell' 800, le case di Ronchi erano abitate per lo
più da pastori che, per le loro attività,
vi risiedevano per brevi periodi.
"
In fondo alla valle
..sta Ronchi di Sotto, parimenti
formato da una dozzina di simili casupole, fra le
quali il gruppo con una primitiva osteria che spande
un gran fumo sul tetto. Sul davanti vediamo una gran
catasta di cortecce di abete, che servono ora ad alimentare
il fuoco nelle case
"
(A. Baragiola, La casa villereccia delle Colonie Tedesche
Veneto-Tridentine, 1908)
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