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GLI OPIFICI DELLA VALLE DELLA COVOLA


Il territorio di Gallio, a differenza di altre zone dell'Altopiano, è ricco di sorgenti d'acqua perenne. La loro abbondanza assieme all'estensione dei boschi, ha fatto sì che nel corso dei secoli si sviluppassero attività artigianali o paleoindustriali, prima fra tutte la concia delle pelli. Vi era infatti sia l'acqua per muovere le ruote degli opifici che la corteccia d'abete dalla quale ricavare il tannino, utilizzato per rendere imputrescibili le pelli. L'arte della concia rappresentava un ramo dell'industria dell' Altopiano e costituiva "uno dei capi di qualche importanza nel loro commercio col fuori". Tra le principali sorgenti vi è la Covola, ricordata da numerosi storici, che sgorga proprio sotto l' abitato di Gallio, dando il nome alla Valle. Essa scende lungo la Val Ghiaia fino al Buso e al canyon che da qui prende il nome di Val Frenzela, termine comunemente usato per indicare l'intero susseguirsi delle tre valli. L'esistenza di alcuni opifici è documentata fin dal '500. Per secoli, fino allo scoppio della I^ Guerra Mondiale, gli edifici a più piani erano in parte ad uso produttivo e in parte abitazioni. Nel loro insieme diedero quindi luogo ad una vera e propria Contrada fornita anche di lavatoi, usati dalle donne di Gallio fino agli anni '50. Nel 1892, su un totale di 26 concerie esistenti nella provincia di Vicenza, Gallio ne contava 8. Le vasche e i tini per la concia erano 50, gli addetti 44. Nel 1916 l'edificio localizzato nei pressi della sorgente venne utilizzato dall'esercito italiano e trasformato in centrale idroelettrica e stazione di pompaggio dell' acquedotto che portava l'acqua fino a ridosso delle linee dello Zebio. Durante il conflitto gli edifici vennero distrutti, tranne la centrale.

"...E questo luogo (Gallio) è copioso ancora di fonti ed altre acque, che servono ad alcuni artificiosissimi, e forse altrove non veduti edifizj, condotti con sì poca quantità d'acqua".
(F. Caldogno, Relazione delle Alpi Vicentine e dei passi e popoli loro, 1598)

"Le acque (della Covola) sgorgano da una fessura orizzontale, in strati quasi orizzontali del calcare argilloso, impermeabile, detto scaglia. Esse sono le sorgenti del Torrente Frenzela e vengono subito utilizzate come forza motrice (molini)"
(Servizio meteorologico del Comando Supremo dell'Esercito Italiano, Clima e acque dell'Altipiano dei Sette Comuni, 1916)

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