|
CHIESETTA DI SANTA MARIA MADDALENA
Narra la leggenda che l'intitolazione di questa chiesa
a Santa Maria Maddalena risaliva ai tempi di Carlo
Magno, quando Pietro Franchi, vescovo di Vicenza,
salì sull' Altopiano per convertire le genti
pagane.
La più antica memoria documentata si trova
nel resoconto della visita vescovile del 1488, nel
quale viene citato un oratorio situato lungo la strada
che conduce a Foza, nella località detta "Ronchi
di Gallio". In occasione della visita vescovile
del 1578 l'edificio viene indicato come "la Chiesiola
della Campana de Ronchis" e tuttora è
detto "La Campanella". Venne rinnovata (probabilmente
ampliata) nel 1632, millesimo che si trovava un tempo
scolpito sopra la porta. La tavola dell'altare, dipinta
da Antonio Scajaro, rappresentava la SS. Triade in
alto, nel mezzo ai lati Maria Vergine e Maria Maddalena
inginocchiate e sotto i santi Bartolomeo, Sebastiano
e Rocco. Fu distrutta dai bombardamenti (1915-18)
e ricostruita nel 1922 su progetto dell'arch. V. Bonato
di Schio, con caratteri stilistici simili alla "sorella
maggiore", la chiesa di S. Giovanni a Stoccareddo.
"...Questa
chiesa è ufficiata da un religioso eletto dal
suddetto colonnello (dei Ronchi) con obbligo della
messa festiva, e alcune altre tra la settimana, il
quale in tempo d'estate per tre mesi insegna anche
la dottrina cristiana, cioè per quel tempo
che gli abitanti di detto colonnello ivi si trovano
.....".
(Padre Gaetano Maccà, "Storia del Territorio
Vicentino", 1816)
|