VAL
FRENZELA
La Val Frenzela per secoli importante via di accesso
all'Altopiano; così veniva descritta da Ottone
Brentari nella sua: Guida storico-alpina di Bassano-
Sette Comuni (anno 1885).
STRADE
CHE CONDUCONO AI SETTE COMUNl
Da
Valstagna (m. 156) si sale in Asiago per la strada
detta del Buso, che percorre il fondo d'una valle
che va sino ai Ronchi
di Gallio. La valle è distinta in tre tratti
successivi; di simile aspetto i due primi, assai diverso
il terzo. Il primo tratto si chiama Vastagna, e cominciando
dalla villa di questo nome dopo 2 kil. finisce dove
sbocca a destra la Valle vecchia di Foza; e quel punto
si chiama Fontanella (m. 228). Tosto dopo scende a
sinistra un sentiero dalla contrada Sasso; e da qui
in poi, cioè per circa ore 1 ½, sino
al Buso, la valle
prende il nome di Frenzena o Frenzela. Tutto il tratto
da Valstagna al Buso e d'un orrido magnifico. Si cammina
sul letto del torrente, fra due alte pareti a picco,
che ora si avvicinano e si avanzano sulla strada in
modo da lasciar vedere appena una striscia di cielo,
ora si allargano a formare una deliziosa valletta,
tappezzata d'erbe, rinfrescata da un argenteo filo
d'acqua che zampilla o goccia dalle rupi. Qua e la
si vedono in alto grotte spaziose ed inaccessibili;
e assai di frequente si resta pensosi davanti qualche
croce, o scolpita nel masso, o dipinta colla calce,
come segno che qualche infelice, per buscarsi pochi
soldi d'erba, vi rischiava e lasciava la vita. Da
Valstagna si arriva in circa due ore al Buso (m. 802),
località cosi chiamata da un foro scavato dall'acqua
nella rupe per un 200 passi, che dava passaggio ad
uomini ed animali sino a pochi anni or sono, quando
i comuni di quei luoghi, per evitare quell'andito
pericoloso, fabbricarono sovr'esso un ponte, che unisce
ora comodamente la Val Frenzena alla Val Ghiaia. In
questo luogo un eremita, G. B. Casera di Agordo, fabbricava
nel 1834 una chiesetta sacra alla
Madonna del Caravaggio, con un grazioso campanile;
chiesa e campanile di pietra viva, non senza qualche
bellezza, che risalta ancor più fra que' burroni
e quella solitudine. C'e' anche un'osteria. Passato
il campanile si e' tosto nella Val Ghiaia; e le molte
bianche ghiaie che ricoprono il letto del torrente
che ci scorre a sinistra, a molti metri sotto la strada,
mostrano che quel nome non è usurpato. La strada
è buonissima, e quasi sempre piana; e la vista
scorre libera su boschi e prati, e su campi coltivati
a patate ed a paglia da cappelli. ln circa ½
ora s'arriva ai Ronchi, formati da una dozzina di
povere case, non so se dico sparse o unite ai piedi
dell'altipiano su cui sta Gallio. Da Ronchi, continuando
per la strada in circa ½ ora, e per la scorciatoia
attraverso i prati, in 20 minuti, superando una ripida
ascesa, che è la parte più faticosa
di tutta questa strada, s'arriva al Capitello (m.
1091); donde in 5 minuti a Gallio (m. 1082) e di qui
per la carrozzabile di kil. 3.80 ad Asiago .
La strada del Buso ha una storia, che diremo in breve.
Fino dopo la metà del secolo XIV gli abitanti
di Valstagna godevano soli il diritto di trasportare
dal punto detto Fontanella sino alle rive del Brenta
il legname, ammonticchiato in quel luogo dagli abitanti
di Foza, Gallio ed Asiago. La Frenzena era allora
chiusa ed impraticabile; e quei di Asiago avevano
essi soli il diritto di trascinare il legname sul
loro territorio sino ai confini di Gallio; quei di
Gallio, di trascinare essi soli, verso un compenso
stabilito, il legname proprio e di Asiago sino ai
confini di Foza; quei di Foza infine il diritto di
trascinare il legname proprio e quello di Asiago e
Gallio per la Val Vecchia sino alla Fontanella; dove
venivano a prenderlo quei di Valstagna. Ora, ai tempi
di Galeazzo Visconti, quei di Gallio, per evitare
il lungo giro di Foza, resero praticabile la Frenzena,
unendo così la Val Ghiaia alla Valstagna; ed
allora pretesero, contro i diritti di Foza e Valstagna,
di trasportare direttamente il legname sino al Brenta.
Quei di Foza e Valstagna, dopo risse e contese, protestarono
davanti Gian Galeazzo; il quale nel 1398 incaricò
il conte Bonzilio Velo, governatore dei Sette Comuni,
di accomodare la faccenda. II Velo con sua sentenza
arbitraria decise ed accomodò la questione;
ma poco appresso quei di Asiago, per non dover dipendere
da quei di Gallio, si aprirono una nuova strada sul
proprio territorio fino al Sasso, donde i legnami
venivano lasciati precipitare sino alla Fontanella.
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