LE
CONCERIE
Le concerie, a Gallio chiamate garberie (dal tedesco
gerberei "conceria"), si trovavano in vicinanza
delle due ricche sorgenti: la Covola e il Pakstall.
Le materie concianti usate in passato per trasformare
le pelli degli animali in cuoio erano essenzialmente
di origine vegetale. Il principio attivo della concia
è il tannino, questo si trova in maggior o
minore concentazione, nel legno, nella scorza, nelle
foglie o frutti di alcuni alberi. A Gallio si usava
come tannante la scorza dell'abete bianco chiamato
anche, nel dialetto locale, "tanna" il quale
forniva cuoi di colore chiaro e buon odore di resina.
Le concerie hanno vissuto nei secoli fasi alterne;
nel 1771 erano 10, nel 1849 solamente 2, mentre agli
inizi del 1900 se ne registravano 7. I nomi dei "conzacurami"
erano quelli di: Nicolò Paccanaro, Ignazio
Maria Rossi, Bernardo e Catterino Finco, Marc'Antonio
Munari, Antonio e Vincenzo Pertile, Francesco Martini,
Gaspare Segafredo, ecc.
Durante la "Grande
Guerra" tutte le concerie subirono notevoli
danni, nel dopoguerra l'attività riprese in
modo molto marginale per cessare definitivamente agli
inizi degli annni trenta.
Va ricordato che il patrono dei conciapelli è
S. Bortolo
(abbreviazione di Bartolomeo), il quale subì
il martirio per scortificazione, e che la Chiesa
Parrocchiale Arcipretale di Gallio è dedicata
a S. Bartolomeo.
L'arte
della concia a Gallio

Contrada Fontane e Concerie |
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PESTASCORSE
E GARBERIE - Festa di San Bartolomeo Patrono
di Gallio e dei conciapelli
Dal 17 al 25 agosto 2002 si è tenuto
a Gallio il 1° happening dedicato a San
Bartolomeo, Patrono di Gallio e dei conciapelli.
Sono state raccolte alcune immagini dell'evento;
per vederle clicca sul banner qui sopra.
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