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DICEMBRE
NATALE
- 1992
E'
l'alba ed una luminosità quasi siderale
(la luce della cometa?) avvolge quanto sta
avvendendo entro una povera stalla di montagna,
dal tetto di scandole e lamiere arrugginite.
La Natività è popolata di persone
le più umili e semplici, di animali
domestici e di povere cose, come nel racconto
evangelico che trapassa i secoli.
Il paesaggio è quello tipico dell'inverno
altopianese con i lievi pendii dei prati appena
interrotti dalle pieghe di piccole valli.
Lo sfondo è rappresentato dal lungo
dorso delle Melette, anticipate dal baluginante
profilo di una contrada ancora semiaddormentata.
Fan da cornice, a destra una rosa canina dalle
bacche rosseggianti e le fogli eingiallite
e a sinistra un cespo di lantana dai frutti
in grappoli nero-lucenti: tra i ramoscelli
delle due piante sosta un gruppo di irrequieti
codibugnoli (i bacamelle).
In basso, a sinistra, fiorisce la rosa di
natale.
Il tuttoè sotto lo sguardo attonito
di una graziosa civetta nana.
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