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LA
VALLE DEI RONCHI

Ronchi agli inizi del 1900 |
Ronchi,
nome abbastanza diffuso, è probabilmente di
origine latina.
Deriva da runcare, e cioè ridurre a coltura
un terreno in origine boscoso liberandolo da alberi
e cespugli.
Ronco corrisponde alla voce "Cimbra" Raut
o Reute.
Ronchi è documentato per la prima volta
in una pergamena del 26 febbraio 1284 dove compare
una "hora de Runchis" località facilmente
identificabile con i Ronchi di Gallio.
Nel lontano 1432 Ronchi fù persino Comune
autonomo; formando con Gallio qualcosa di simile ad
una federazione di due distinte comunità (colonnelli).
Tra la popolazione anziana dei Ronchi è
opinione ancora diffusa ritenere questa contrada la
più antica e che avrebbe consentito, in un
secondo momento, la nascita di Gallio.
Tutte le case vennero distrutte durante la Prima Guerra
Mondiale e ricostruite nel 1921-1922.
Fanno anche parte dei Ronchi , o meglio, dei
Ronchi Davanti o Valle dei Ronchi :
le case Grogni , le case Zingar (Salarj nel 1800),
le case Hausar e le case Schivi.

Antica abitazione |
Come
è stata descritta:
"Asiago
e l'Altopiano dei Sette Comuni" guida illustrata
di Giuseppe de Mori 1910.
Ha [Gallio] facili e bellissime passeggiate nella
Valle dei Ronchi che conserva tutto il sapore di una
contrada alpestre, e alla Campanella, minuscola contrada
con Cappellina, che è sorta nel 1614, per dare
asilo al Magistrato e ai suoi soldati che son saliti
lassù per insidiare e disperdere la banda dei
malfattori che aveva sparso il terrore nelle contrade
circostanti.
Aristide
Baragiola - La casa villereccia delle Colonie
Tedesche Veneto-Tridentine, 1908
Annidati superiormente a questa valle [Frenzela]
stanno appunto la Campanella, e Ronchi di Sopra, due
casali composti di tali capanne, quale è quella
abitata da due famiglie di pecorai seminomadi a Ronchi.
In fondo alla Valle, che in quel punto assume il nome
di Val Ghiaja, sta Ronchi di Sotto (981 m), parimenti
formato da una dozzina di simili casupole, fra le
quali il gruppo con una primitiva osteria che spande
un gran fumo sul tetto. Sul davanti vediamo una gran
catasta di cortecce di abete, che servono ora ad alimentare
il fuoco nelle case ...".
Ottone
Brentari - Guida storico-alpina di Bassano-Sette
Comuni (anno 1885).
Partendo da Gallio, passato il Capitello, e fatta
una discesa di circa 5 minuti, la strada continua
verso Foza quasi sempre piana, tagliando la falda
del monte, ed offrendo una bellissima vista sopra
le casette dei Ronchi, accoccolate ed accovacciolate
alla nostra destra in fondo alla valle, sopra i prati
verdeggianti, sulle stradette che come bianchi nastri
sur una veste verde si fuggono, s'incontrano, s'incrociano,
e sui monti che chiudono a mezzodì quella scena
ammirabile.
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Gli antichi opifici
Particolare delle macine
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