IL
CAMPANILE DELLA CHIESA PARROCCHIALE
di Prof. Danillo Finco
Dell'antico
campanile esistente prima della Grande Guerra non
rimane che qualche sbiadita fotografia; anch'esso
venne diroccato dai bombardamenti e, pertanto, dovette
essere demolito per costruirne uno completamente
nuovo.
I lavori di ricostruzione ebbero inizio il 14 ottobre
1923 con la posa della prima pietra alla presenza
di tutta la popolazione di Gallio, come attesta
la pergamena che, a futura memoria, venne posta
nelle fondamenta, che, come appare dalle fotografie
scattate per l'occasione, possono giustamente definirsi
"ciclopiche".
La
pergamena recita testualmente:
"Regnando S.M. Vittorio Emanuele III°
per grazia di Dio e volontà della Nazione
Re d'Italia.
In nome di Cristo Iddio = Amen
In questo giorno 14 del mese di Ottobre 1923 (millenovecentoventitre)
essendo Pontefice Massimo Pio XI° = Sua Ecc.
Mussolini, Capo del Governo Italiano = Vescovo di
Padova Mons. Elia Dalla Costa = Arciprete di Gallio
Don Primo Giacomelli nel dì del suo ingresso
= Cappellano Don Giuseppe Rigoni ed Economo Spirituale
Don Giuseppe Ciscato = FF. di Sindaco del Comune
Pertile Antonio fu Domenico, e Segretario Dottor
Natale Donadello = col mezzo dell'Impresa Tessarolo
Attilio, e sotto la direzione del Geom. Sig. Dino
Cappello addetto al Ministero Terre Liberate, Pertile
Giuseppe Fabbricere, alla presenza del Clero e delle
Autorità Civili, con grande gaudio di popolo,
venne benedetta e posta la prima pietra angolare
del Campanile di questo Capoluogo, interamente distrutto
dalla guerra mondiale 1915 = 1918, ed oggi con sublime
ardimento, mentre l'Italia nostra vincitrice, fatta
più grande come Dante ideò, s'incammina
pel suo radioso avvenire, ne venne decretata la
ricostruzione con denaro dello Stato.
Coll'augurio che mai più guerre funestino
il mondo, e che piede nemico mai più calpesti
il sacro sulo della patria, la comunità di
Gallio invoca dall'Altissimo IDDIO la sua Santa
Protezione e Benedizione.
I PRESENTI:
Antonio Pertile - Dott. Donadello - Don Primo Giacomelli
- Don G. Rigoni - Don Plebs Lorenzo - Cav. Guglielmone
- Geom. Dino Cappello - Pertile Giuseppe - Impresa
Tessarolo - Rossi Antonio - Rossi Liberale ed altri".
Il campanile venne ultimato il 27 giugno del
1927 quando, come di rito, nella cella campanaria
vennero collocate le cinque campane, che furono
fuse ancora nel 1922 dalla Ditta Colbachini di Bassano
del Grappa.
Le cinque campane pesano complessivamente q. 8.56,99
e la più grande ed imponente venne battezzata
con il nome dell'Apostolo Bartolomeo, dal popolo
chiamata "Bortolo", avente un'altezza
alla bocca di cm. 157,5.
Con il nome dei Santi, precisamente Santa Maria,
San Giuseppe e Sant'Antonio, erano state battezzate
anche le altre tre campane, quasi fossero persone
della nostra comunità. Per il rito del battesimo
vennero scelti anche i padrini: il S. Bartolomeo
ebbe come padrino il Sindaco del paese Rossi Giacomo
di Bernardo, per la Santa Maria padrino fu Pertile
Giuseppe fu Bernardo (Cesola), per il San Giuseppe
padrino fu Pertile Giacomo fu Domenico e il Sant'Antonio
ebbe come padrino Cherubin Paolo fu Giuseppe (Capelan).
Secondo la tradizione venivano, fino a qualche tempo
fa, suonate con le seguenti finalità:
- il "Bortolo" per fugare il fuoco degli
incendi, per allontanare i pericoli di temporali,
per chiamare a riunione il Consiglio Comunale;
- la seconda campana, chiamata S. Maria, per annunciare
l'Angelus o il mezzogiorno, l'Ave Maria o il tramonto
del giorno e la recita del Santo Rosario;
- la terza, chiamata San Giuseppe, per avvisare
del "transito" degli uomini;
- la quarta, chiamata Sant'Antonio, per notificare
il "transito" delle donne;
- queste due ultime insieme, a botti, per accompagnare
i funerali;
- tutte e cinque, a distesa, per solennizzare le
grandi feste liturgiche, la celebrazione della prima
messa da parte di sacerdoti novelli, per annunciare
"l'entrata" in parrocchia del nuovo arciprete
ed altro.
Le campane sono abbellite da fregi artisticamente
pregevoli, che ricordano eventi particolari della
storia sacra.
Nelle prime tre campane i rilievi bronzei affrontano
gli stessi soggetti, articolati in nove riquadri,
che riproducono particolari fatti biblici, quali:
a.
Davide con l'arpa presso l'altare degli olocausti;
b. Melchisedek che offre pane e vino;
c. Due guerrieri d'Israele con bandiera, scudo e
spada;
d. Mosè che sacrifica un agnello e dei pani;
e. Un guerriero che osserva Elia svegliato dall'Angelo;
f. La presentazione di Maria al Tempio di Gerusalemme;
g. Elia trasportato in cielo;
h. Sacrificio di Abele;
i. Torre di Babele e noè con l'Arca.
Nella
quarta campana i soggetti rappresentati sono:
a.
Il simbolo della Giustizia, della Carità,
della Speranza e della Fede;
b. Un tabernacolo sormontato dalla medaglia della
M. Miracolosa;
c. La Turris davidica;
d. La Basilica di San Pietro ;
e. Un medaglione raffigurante San Pietro con i simboli
pontifici.
La
quinta campana, invece, raffigura una serie di motivi
geometrici.
Accanto ai rilievi bronzei si dipana una serie di
iscrizioni in lingua latina, iscrizioni che fanno
chiaro riferimento alla finalità che la singola
campana perseguiva nell'ambito delle varie funzioni
religiose e civili. Eccole:
1) Il "Bortolo" porta scolpita la seguente
iscrizione:"Venite adoriamo - Venga la pace
nella tua forza - Venite, figli, ascoltatemi - Progettate
giorni di letizia e abbiate fiducia in Lui - Mi
spezzò il furore del nemico e dalla conquista
nemica sono risorta, cantando con voce chiara l'Italia
e Dio".
2) La seconda campana recita:" Ave Maria, piena
di grazia - A Dio soltanto la gloria e l'onore -
Esultino e siano lieti coloro che ti cercano - Dal
sorgere del sole fino al suo tramonto sia lodato
il nome del Signore - Mi frentumò il furore
del nemico e dalla conquista nemica sono rinata
inneggiando con voce chiara all'Italia e a Dio".
3) La terza campana annuncia:" Piango i defunti,
metto in fuga i temporali e onoro le feste - L'aurora
imporpora il cielo, l'aria risuona di canti - Da
folgori e tempeste liberaci, Signore - Do lode al
Dio vero, chiamo il popolo, convoco il clero".
4) La quarta, infine, proclama:" Do lode al
Dio vero, chiamo il popolo, convoco il clero - L'aurora
imporpora il cielo, l'aria risuona di canti - Esultino
e gioiscano coloro che ti cercano - Dio, sii lodato
sopra i cieli e la tua gloria si espanda su tutta
la terra".
5) La quinta campana non reca iscrizione alcuna.