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MEMORIE
VARIE SUGLI EDIFICI PUBBLICI
tratto dal libro "Gallio 1915-18 - Dramma
di un paese" edito dall'Amministrazione Comunale
di Gallio
Era
appena passato il grande e sacro entusiasmo dell'armistizio
e della grande vittoria, che già si pensava
alla possibilità del rimpatrio ed al modo di
alloggiare i profughi rientranti e collocare gli uffici
pubblici.
Per questo e per dirimere certe voci contradditorie,
fino dal Novembre del 1918, tanto il signor Commissario
Rossi Giacomo di Bernardo come il Segretario Sig.
Donadello Dott. Natale, ancora ammalati di spagnuola
stabilirono un sopralluogo, d'accordo coll'On. Comm.
G. Roi, allora nostro deputato.
Partiti coll'automobile da Vicenza il 24 novembre
mattina, si giunse a Gallio verso le ore 10, e la
prima impresione fu di desolazione e di morte.
Le vie erano ancora mascherate da stuoie e gualdrappe,
per nasconderle al nemico, ed in parte ingombre da
carriaggi - cannoni e d'ogni sorta di materiale bellico:
- qua e là si scorgevano dei morti insepolti
e fresche fosse; prigionieri affamati che chiedevano
pane; altri che tiravano carri sotto la scorta di
alpini armati per liberare le strade dagli ingombri
e far pulizia. Un senso di intensa commozione ci invase
tutti, e gli occhi si riempirono di lagrime.
Girando lo sguardo intorno non si scorgevano che rovine
e rovine, nessuna casa era intatta che potesse prestarsi
a sicuro alloggio; anche i prigionieri ed il Comando
Militare di Presidio erano tutti attendati; perfino
i luoghi sembravano mutati, tanto che non riconoscevamo
nemmeno la propria via, il sito ove prima si abitava.
Scambiateci poche parole, fummo convinti che l'immediato
rimpatrio era possibile, e che s'imponevano graduali
provvedimenti del Governo per la ricostruzione di
tutti gli edifici, anzi dell'intero paese, e col cuore
in angoscia ripartimmo, riferendo subito all'on. Pretetto
comm. Grignolo la nostra desolante impressione.
E come si sa, poiché i profughi erano smaniosi
di ritornare nel paese natio, il Governo provvide
tosto alla costruzione di baracche per gli operai
e per le famiglie rimpatrianti sotto il Comando del
Genio Militare di Vicenza diretto dall'intrepido Gen.
Maglietta con un ufficio staccato a Gallio comandato
dal Capitano Sig. Corti e Tenente Sig. Bruna.
Abbandonata quindi l'idea di trasportare il Municipio
da Albettone a Gallio, si conferì con l'on.
Roi e col Gen. Maglietta per la pronta riparazione
a due case che si presentavano le meno danneggiate
e cioè la villa Laurenti e la casa di Pertile
Bernardo al principio del paese e che avrebbero dovuto
servire, e come infatti servirono per collocare tutti
gli uffici comunali.
Nel frattempo il M. Rev. Arciprete D. Francesco Caron,
avendo seguito i profughi rimpatriati, il Sig. Commissario
Prof. Rossi Giacomo provvedeva alla nomina di un delegato
comunale in rappresentanza del Municipio nella persona
del sig. Segafredo Matteo fu Francesco, già
sindaco, coll'impianto di un Consorzio fra danneggiati
dalla guerra che aiutasse i cittadini nella compilazione
delle relative domande sotto la presidenza del Sig.
Gianesini Stefano fu Martino, con impiegati e maestri
comunali ed alla istituzione di un edificio tecnico
comunale sotto la direzione del Sig. Ing. Girardi
Girolamo di Marostica.
Però lo scopo principale del Sig. Commissario
Prefettizio Rossi G. era quello di veder ricostruito
l'intero paese e gli edifici pubblici in base ad un
piano regolatore prestabilito dandone incarico al
Sig. Ing. Cav. Girardi, il quale nell'ottobre del
1919 presentò i relativi progetti che vennero
approvati in una prima adunanza di capi famiglia,
tenutasi nella sala della Deputazione Prov. di Vicenza
gentilmente concessa.
Tuttavia, il Sig. Commissario Pref. Rossi G. onde
non assumeva intera una sì grave responsabilità
e per lasciar a tutti i cittadini libero campo alla
critica, trattandosi di un problema così importante,
fece esporre i progetti degli edifici e del Piano
Regolatore alla sede del Delegato Comunale di Gallio,
ove furono invitati i Capi Famiglia residenti per
dare il loro parere, che fu completamente favorevole,
e quindi vennero approvati con successive deliberazioni
commissariali in data 31 Gennaio e 21 Agosto 1920
e subito dall'eccelso Commissariato M.T.L. di Treviso
nei seguenti estremi:
| a.
Fabbricato per Municipio con una spesa preventiva
in |
L.
225.000
|
| 1.
Fabbricato ad uso scuole |
L.
436.000
|
| 2.
Fabbricato ad uso abitazione del Segretario |
L.
69.000
|
| 3.
Fabbricato ad uso abitazione del Cappellano |
L.
69.000
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| 4.
Fabbricato ad uso abitazione dell'Arciprete |
L.
106.000
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| 5.
Fabbricato ad uso pompe incendio ed altri servizi |
L. 68.000
|
| 6.
Scuola Stoccareddo |
L.
38.800
|
| 7.
Canonica Stoccareddo |
L.
38.000
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Non
venne invece approvato il progetto per la casa del
medico, non essendo esistita nell'antiguerra.
Durante la costruzione degli edifici era stato sollevato
il dubbio che l'Amministrazione Comunale avrebbe dovuto
pagare le spese in più fatte dal Ministero
T.L. in confronto della denuncia e della perizia presentata,
per la qual cosa venne sollecitata una risposta esplicita
decisiva in merito dall'eccelso Commissario di Treviso,
il quale rassicurò che: nei riguardi dei Comuni
e degli altri enti pubblici locali, esso provvede
alla riparazione completa dei danni di guerra qualunque
sia la spesa occorrente. Se le perizie approvate si
addimostrano durante il corso dei lavori insufficienti,
vengono integrate mediante perizie suppletive, senza
richiedere alcun concorso all'Ente interessato. <<Vedi
documenti esistenti in Municipio>>. Solamente
nel caso in cui le Amministrazioni chiedono che si
eseguiscano lavori diversi da quelli strettamente
necessari per riparare i danni subiti, e che importino
una maggiore spesa, gli Enti stessi sono obbligati
a provvedere del proprio a tale maggiore spesa.
Dunque dal momento che il Comune non chiede alcuna
modificazione né lavori diversi in confronto
del danno subito, ne viene che nessuna maggiore spesa
è dovuta.
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