|
GALLIO
E GUIDO NEGRI
tratto dal libro "Gallio 1915-18 - Dramma
di un paese" edito dall'Amministrazione Comunale
di Gallio
Il
modesto cimitero di guerra <<Marcello Prestinari>>
sito ai piedi di questi monti, che conobbero il sacrificio
e la gloria dei nostri eroi caduti nella grande guerra,
non custodisce più le spoglie mortali di Guido
Negri. I resti del Servo di Dio riposano ora nella
natia Este, in attesa della glorificazione suprema
che la Chiesa decreterà, speriamo, al servo
buono e fedele di Cristo.
Eppure
Gallio conserva ancora qualcosa di questo Eroe, qualcosa
di più prezioso, di più vivo che il
ricordo: conserva quella irradiazione di soprannaturale,
quel profumo di Cristo, che sono l'eredità
più preziosa dei Santi.
Per questo la Salma di Guido Negri, trasferita, dalle
trincee contese, dapprima nel verde cimitero di Val
di Nos, poi al <<Prestinari>> di Gallio,
divenne meta di pellegrinaggi, specialmente da parte
dei giovani. Presso questa Tomba le giovani schiere
dell'A.C. venivano ad ascoltare gli insegnamenti di
Colui, che dell'A.C. fu apostolo fervente durante
la vita, vanto ed esempio dopo la morte. A tutti coloro
che, seguendo il suo esempio, pregano, operano, sacrificano
per l'avvento del Regno di Cristo, Guido Negri ripeteva
che l'A.C., senza una pietà soda e vissuta,
è un assurdo, che l'amore alla Chiesa e al
Papa deve essere al disopra di tutti i pensieri, che
l'amore verso la Patria raggiunge il suo più
alto significato, quando è congiunto alla probità
della vita e all'onestà dei costumi.
Nobile cavaliere di questo ideale, Egli fu un nobilissimo
credente di quella fede, che lo portò ad immolare
la sua giovinezza pura e fiorente per i due grandi
amori, che gli cantavano in cuore: il Papa e l'Italia.
Nell'ascesa fervida ed aspra verso le più alte
vette della pietà cristiana, non dimenticò
il prossimo; la sua azione, svoltasi dapprima nelle
file dell'A.C., poi tra i soldati e gli ufficiali
dell'esercito, fu feconda di bene, così da
fare di Lui un campione invitto dell'apostolato laico.
Sempre magnifico e sereno nell'adempimento dei suoi
dovere di ufficiale dell'Esercito Italiano, seppe
riportare i trionfi più splendidi su se stesso,
con una generosità e una abnegazione che non
conobbero limiti. Così sotto le vesti dello
studente allegro sotto la brillante divisa dell'ufficiale,
Guido Negri nascondeva i cilizi che, tormentando il
corpo, lo allenavano a sicuri trionfi, e animava la
volontà con la forza che deriva dalla meditazione
del mistero della passione divina. La Passione di
Cristo costituì la nobile, la grande passione
di questo mistico del nostro secolo. Pochi, come Lui,
intesero e praticarono così integralmente il
programma dell'A.C.: <<consumare la vita pregando,
operando, sacrificando>>: sono sue parole.
La gioventù di A.C. di Gallio, che per molti
anni seppe apprezzare e custodire il prezioso deposito
della Salma venerata, mira a Guido Negri come a un
modello e a un Protettore, certa che Egli dal Cielo
guarderà con predilezione a questo fiore cresciuto
attorno alla sua Tomba, sugli stessi monti che conobbero
il suo olocausto.
Don
Giuseppe Fincati
Suddiacono Galliese già socio di A.C.
|