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HOME PAGE > RETE CIVICA > ORIGINE E POPOLAZIONE > IN OCCASIONE DELLA SOLENNE CONSACRAZIONE DELLA CHIESA ARCIPRETALE DI GALLIO (22-25 SETTEMBRE 1938)


FEDE SALDA E FIORITURA DI VOCAZIONI ECCLESIASTICHE
tratto dal libro "Gallio 1915-18 - Dramma di un paese" edito dall'Amministrazione Comunale di Gallio

E' risaputo e comprovato dalla esperienza che numerose si contano le vocazioni ecclesiastiche in quei paesi, ove la fede è saldamente radicata nelle anime e la vita cristiana è più largamente e intensamente praticata.
Sotto questo rispetto, Gallio può vantare tradizioni gloriose che lo collocano tra le migliori parrocchie della Diocesi. In questa ridente borgata fiorirono in ogni tempo numerose le vocazioni allo stato ecclesiastico e religioso, in modo particolare prima della grande guerra mondiale: il fatto trova facile spiegazione se si pensa che proprio qui esisteva da molti anni una scuola media, quasi un piccolo seminario con il ginnasio completo, così importante che due professori salivano ogni anno da Padova per assistere agli esami.
Tale scuola accoglieva alunni provenienti da tutti i vari paesi dell'Altopiano dei Sette Comuni. Nel dopo guerra, per quanto scemate, forse a motivo delle disagiate condizioni in cui venne a trovarsi la nostra popolazione dopo il rimpatrio, le vocazioni al sacerdozio continuarono sempre in numero confortante, così che anche ai nostri giorni si noverano più di trenta sacerdoti nativi di qui: numero questo cospicuo davvero, e che potrebbe far onore anche alle più vaste e popolate parrocchie della Diocesi.
Questa fioritura di vocazioni senza dubbio è indice di predilezione da parte del Signore, ma anche della bontà di molte tra le nostre famiglie e costituisce una prova luminosa di fede viva e di sentimento religioso profondamente radicato nei cuori.
A conferma inoltre della fermezza di questa fede gioverà rievocare la commovente gara di fanciulli, di giovani e adulti, che, assecondando l'appello dell'Arciprete del tempo Mons. Carlo Liviero, intrapresero la costruzione di quella "casa del popolo" in cui trovarono subito posto la casa rurale, la cooperativa di consumo, il ritrovo per gli operai, l'ufficio di assistenza per i vecchi e l'asilo per i bambini. Basterà rievocare pure l'edificante episodio così narrato: una domenica durante la seconda S. messa, un malcapitato protestante s'era fermato presso la base della gradinata antistante alla nostra Chiesa, con l'intento di spacciare libri contrari alla fede e al buon costume. Avvertito della cosa il compianto Mons. Liviero, uscì egli tosto di Chiesa e, portatosi sul luogo, con franca parola smascherò la subdola attività di quel venditore che, incalzato ostilmente anche da tutta la popolazione, dovette subito andarsene. Altra prova di questa fede salda è pure lo slancio veramente generoso di questi ultimi mesi, con cui i nostri conterranei nella loro quasi totalità, compresi anche i non pochi emigrati, rispondendo alle esortazioni del Molto Rev. Arciprete, hanno saputo far sorgere con le loro offerte, nel breve volgere di un anno e mezzo due nuovi imponenti altari e far eseguire la decorazione della Chiesa, che oggi con rito solenne viene consacrata.
Auguriamoci che questa salda fede, inestimabile patrimonio spirituale trasmesso dagli avi, passi inalterata, quale sacro retaggio, alle future generazioni.

Don Bruno Grigiante
Sacerdote Galliese

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