PICCOLO
BOTTALE DA CONCIA
La botte da concia è di certo l'icona
dell'attività conciaria moderna. Essa
rappresenta oggi il macchinario di base per
la concia delle pelli. La botte può
essere di varie dimensioni. Per la costruzione
dei bottali un tempo si usava il legno di
rovere, ma oggi vengono impiegati legni esotici
più duri e meno costosi e pure materiali
moderni come certe resine e speciali acciai.
Si tratta di un cilindro che ruota attorno
al proprio asse. Normalmente i fondi sono
muniti di due perni a crocierae di una corona
dentata per la trasmissione del moto. La dentatura
della corona è ricavata mediante riporto
negli alveoli di denti in legno. Ha un'apertura,
in genere di forma ovoidale, che si chiude
con uno sportello. I prodotti arrivano all'interno,
tramite l'asse cavo, da una vaschetta dove
avviene la dissoluzione. Il movimento delle
pelli nel mezzo acquoso determina un'accelerazione
delle reazioni del processo di concia.
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MISURATRICE
Macchina per misurare la superficie delle
pelli leggere da tomaia. Si deve infatti sapere
che le pelli vengono vendute a piedi quadri,
mentre i cuoi o corami a peso. Questa è
una Turner del 1925. Prima dell'arrivo della
misuratrice a pioli, le pelli venivano misurate
manualmente. La macchina, se così si
può chiamare, era formata da un tavolo
di legno sul quale veniva stesa la pelle.
Sopra di esso si faceva calare un quadrante
a rete, composto da una scacchiera di piedi
quadri. Il computo dei piedi quadri non completamente
coperti si stimava a occhio. Oggi le pelli
vengono misurate con dispositivi elettronici,
e contemporanea stampigliatura del numero
di piedi calcolati.
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SMERIGLIATRICE
Questa macchina rotativa serviva per smerigliare
le pelli scamosciate di daino e ottenere così
un effetto vellutato. Le prime macchine moderne
per conceria giunsero nel vicentino nei primi
anni cinquanta del novecento, provenienti
dalla Germania Federale, ove esisteva già
da tempo una solida industria specializzata.
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COLTELLI
DA CONCIATORE
Questi coltelli venivano usati per le operazioni
di scarnatura (ferro da scarnare) e di purga
a mano. Si usavano su apposito cavalletto.
Potevano essere di vario tipo: diritto (o
mela) a lama tagliente, tondo a lama tagliente
(trinciante) e tondo, non a lama tagliente,
per purgare (coltello sordo). Quest'ultimo
serviva anche per effettuare l'operazione
detta graminatura, che consisteva nell'ammorbidire
le pelli più dure per favorire l'azione
depilante del calcinaio.
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SGUBA
Macchina manuale per scarnare, togliere cioè
lo strato adiposo e carneo alle pelli prima
della concia vera e propria.
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PICCOLO
ASPO PER PELLICCE
L'aspo è un impianto generalmente realizzato
in legno di rovere a forma di mezzo cilindro
con un mulinello interno semisommerso a pale,
che fa muovere il liquido conciante e le pelli
stesse. Normalmente l'aspo veniva utilizzato
per le operazioni di rinverdimento e calcinaio.
Oggi il suo uso è decaduto a causa
della grande quantità d'acqua di cui
necessita.
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LUCIDATRICE
Questa macchina dotata di rullo rotante di
feltro serviva a conferire alle pelli un certo
grado di lucido a scopo estetico prima di
porli in vendita.
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SGROSSOLA
La sgrossola è in pratica la versione
moderna della lunetta. Essa era composta da
una ruota dotata di numerose lame di ferro,
ricurve e con il taglio ottuso, che veniva
fatta ruotare a forte velocità e sulla
quale era posta la pelle. L'operazione di
sgrossolatura serviva a conferire morbidezza
alle pelli ormai finite.
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ALTRE
PAGINE DEDICATE ALLA CONCIA
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